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Il Mercante di Luce

28 apr 2017
Tempo di lettura: 2 min

Io amo Vecchioni. Lo amo come cantautore e ancora di più come scrittore. I suoi periodi brevi, la sua scrittura chiara. Le sue descrizioni. Questo romanzo è assolutamente indimenticabile. Le citazioni delle tragedie greche, lungi dall'apparire cattedratiche, si mescolano al racconto in un mix avvolgente e quasi sospeso nel tempo.

...Roberto Vecchioni, convinto che solo la grandezza della cultura possa illuminare il buio perenne cui è condannata la memoria dell’uomo, con parole febbrili si rivolge al figlio, per dirgli - prima che sia troppo tardi - quello che passa e quello che resta di un uomo. E per dirglielo nel modo che sente più suo: viaggiando con lui tra i versi dei lirici e tragici greci, che da sempre illuminano ogni cosa. Perché è lì, in Grecia, che tutto ha avuto inizio.Un romanzo impetuoso e poetico sull'amore per i libri e per la vita :«… La poesia mi porta fuori da me; se io morissi domani con l’Antigone sul petto, non chiederei altro, avrei sentito, avrei avuto tutto.» «Sí, papà, ma io voglio cose, non letteratura.» «Hai ragione. Ma io non sono capace, non sono in grado di darti tutte quelle meravigliose cose che vorresti avere. Sto provando a darti la letteratura come cosa: là dove non puoi avere, cerco di farti sognare. La poesia è un sapore, un odore, una visione… Io, in fretta, di corsa, nel tempo che ho e che abbiamo, ti voglio passare non quel che vedi o credi di vedere, non quel che ami o credi di amare, ma la bellezza di vedere, di amare: non avrò modo, e lo sappiamo, di dirtelo esempio dopo esempio nella tua vita; non ci è concesso, non è possibile. Devo farlo subito, ammassando tutti i languori e i deliri di anni e anni in un attimo che li concentri e te li renda vivi, come vissuti».

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