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La verità del ghiaccio

29 apr 2017
Tempo di lettura: 2 min

Ritorno ad un genere che mi piace tanto.

Terzo libro di un autore che non ha bisogno di presentazioni, che conosciamo (quello del "Codice da Vinci", per intenderci).

Trovo che sia, come al solito, un bel thriller politico, dal solito colpevole insospettabile, veloce, come Brown ci ha insegnato, ricco di azione.

Devi costantemente mantenere alta l'attenzione, lui ti costringe a farlo, tra termini scientifici (di fisica, biologia marina e geologia) e militari (nuove armi, sigle) e le azioni si susseguono veloci senza lasciarci prendere fiato.

Qui la trama:

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Un eccezionale ritrovamento da parte della NASA: un meteorite, nella banchisa artica, che conterrebbe prove inconfutabili della vita extraterrestre.

Questo eccezionale ritrovamento avviene proprio a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, ed è un'arma potente nelle mani del presidente in carica, Zach Herney, che rischia di non essere rieletto a causa dei continui fallimenti dell'agenzia spaziale americana. Il suo avversario, il senatore Sedgewick Sexton, punta invece ad una politica anti-NASA volta a favorire le agenzie spaziali private.

Prima che la notizia del ritrovamento venga resa pubblica, il presidente invia un gruppo di scienziati, quali Michael Tolland e Corky Marlinson, ad indagare, e con essi invia anche un'agente del National Reconnaissance Organisation, Rachel Sexton, figlia del senatore.

Gli scienziati pensano di trovarsi davanti ad una truffa, e appena iniziano a sospettare vengono presi di mira da una terribile squadra di killer. In un'epica fuga, Michael Tolland, Rachel Sexton e gli altri cercano di trovare le prove definitive dell'inganno ordito dalla NASA, nel quale sospettano sia coinvolto anche il presidente, che annuncia in una conferenza il ritrovamento.


A me è piaciuto ma non in maniera eccezionale. Trovo che ci sono stati dei caratteri di personaggi poco accennati che, sebbene ben motivato il contesto, esso comunque risulti essere a volte un po' superficiale.

E' tipico di questo autore. Storie fantasticamente articolate ma poi alla fine deboli da contestualizzare, nonostante proprio questo romanzo esalti una verità che non si discosta molto da quelle che siamo abituati ad ascoltare sulle lobby di potere e sui potere dei media.

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