Inseguendo un'ombra

"Non è, questo, un romanzo d’ambiente; di costume. Non è un romanzo storico. È una potente azione narrativa..." Intricato, perverso, qui si mostra un volto di Camilleri sempre più colto e interessante. A volte non sembra di riconoscerlo il nostro ironico scrittore di Montalbano, tranne poi ritrovarlo nelle sue sottigliezze, nella sua Sicilia. Molto interessante.
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"Questa è la storia di Samuel Ben Nissim Abul Farag, di Guglielmo Raimondo Moncada, di Flavio Mitridate. Non si tratta di tre persone ma di un solo individuo. Qui Camilleri gioca a scacchi con l’imponderabile. Le strade del suo personaggio si moltiplicano, si confondono, si scambiano l’una con l’altra. Partono dalla giudecca di Caltabellotta, in Sicilia, e lungo il Quattrocento si inoltrano nei labirinti delle capitali, delle corti piccole e grandi, degli studioli umanistici, delle Accademie e delle Università; nella geografia politica della penisola italica e delle remote contrade di là delle Alpi. Il lettore fa il possibile per recuperare il fiato. Una pagina tira l’altra, vorticosamente. Tra vari avvisi di pericolosità e d’orrore, il protagonista del romanzo sprigiona intelligenza perversa, crudeltà e spietatezza"
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