L'assassinio di un immortale
Se pensiamo di leggere un prosieguo delle "avventure" del commissario Charitos, qui rischiamo di essere molto delusi. This site is optimized with the Yoast SEO plugin v3.2.5 - https://yoast.com/wordpress/plugins/seo/ / Yoast SEO plugin. This site uses the Google Analytics by MonsterInsights plugin v5.5 - Universal enabled - https://www.monsterinsights.com/ / Google Analytics by MonsterInsights [if lt IE 9]> <![endif]
Come il Camilleri che si discosta da Montalbano, Markaris ci diventa a tratti estraneo, abituati come siamo ai rapporti di Charitos, agli "amici" colleghi, alle sue abitudini. Ma è un Markaris che prende un respiro più ampio...

StartFragmentDalle indagini del commissario Charitos in Grecia, a quelle del suo collega Murat sulle infiltrazioni mafiose in Germania, dalle rotte dei migranti a un prete ortodosso che mette a rischio la sua vita per aiutarli, dal fallito attentato a Hitler alle persecuzioni contro i greci nella Turchia degli anni ‘50, Petros Markaris raccoglie in questo libro tutte le sfumature del suo Mediterraneo: il giallo, la critica sociale, il racconto autobiografico.EndFragment
StartFragmentOtto racconti formano un anello, come un anello di terre è quello bagnato dal Mediterraneo. L’anello narrativo parte dalla Grecia, scivola attraverso le strade di Istanbul, sfiora appena Cartagine, lambisce Pompei, esce dal tracciato toccando la Berlino di Hitler per tornare infine alla madrepatria e al punto di partenza. Ma la deviazione tedesca non è uno svarione. Piuttosto, disegna un prezioso, incastonato nell’anello, che si distingue dagli altri racconti ma senza tradire la direzione intrapresa. I protagonisti della raccolta sono eterogenei, hanno identità così diverse tra loro che ogni racconto si apre e si chiude, separato da una porta stagna. Eppure l’anello narrativo le oltrepassa e fa da filo rosso dentro al grande labirinto multiculturale che è il nostro mare. Così la polifonia di voci si fa canto unico, alla fine, che perdura nel tempo facendo incontrare un vecchio e stanco Ulisse con un coraggioso prete ortodosso, e un negoziante di tessuti tormentato dalla crisi tra turchi e greci con un vecchio greco stabilitosi in Germania. Petros Markaris utilizza una scrittura asciutta, senza fronzoli, che arriva dritta alla testa e al cuore e ciò che viene a galla è una specie di risposta al bisogno di pace, magari confusa o incerta. Perché il messaggio di questi racconti intimi è più alto e tende a dimostrare come la multiculturalità, l’incontro e la conoscenza tra genti diverse, siano la base per una convivenza pacifica, limpida e luminosa nei suoi meccanismi e libera da un passato ingombrate che ancora ci insegue.EndFragment
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